Homo abilis
Piego la pietra in più punti. Sono l'uomo che combatte contro i Neanderthal. Mi arrangio, provo e riprovo. Faccio cose che quelli della mia tribù non capiscono. Sono il pazzo del villaggio. Senza alcun senso, sfrego per ore due pezzetti di legno. Poi lascio perdere e vado a caccia col branco. Prendiamo piccoli animali, ma tanti, e stasera le donne avranno da mangiare. Non è ancora arrivato il buio che ci annichilisce. Mi metto all'entrata della caverna. Riprendo i miei due legnetti. Li sfrego l'uno contro l'altro per scaldarmi. Non so che è l'attrito a far alzare la temperatura dei palmi, non so che anche i legnetti si stanno scaldando. Gli altri mi guardano e scuotono la testa. Ma gli fa comodo che qualcuno rimanga a scrutare il bosco. Se arrivasse un predatore farebbero in tempo a prendere le lance. Ma guarda! I legnetti stanno facendo fumo. Curioso! Che bello. Ci metto più impegno, per stupire il capo con il legno fumante. AAAAGGGHHHHHHH! Brucia, brucia forte. C'è il fuoco adesso. E gli altri arrivano di corsa. Portano rami secchi,foglie, pezzi di pelle. Il falò divampa e crepita. Dunque, la fiamma si può chiamare strofinando dei pezzi di albero. Strano. Fatto sta che la tribù è tutta intorno a me. Adesso mi osservano con rispetto. Anche le donne mi stanno addosso. Sono diventato lo stregone del villaggio. Quello che fa magie. E pensare che credevo di aver inventato solo un'inutile passatempo. Mentre tutti urlano di gioia però, mi assale un pensiero triste: che magari gli uomini saranno per sempre costretti a fare cose stupide per scoprire le meraviglie che il mondo cerca di tenerci nascoste. In fondo, il fuoco è sempre stato lì, nei legnetti. Io ho soltanto trovato il modo di costringerlo ad uscire.
























