Homo abilis

scritto da abitoparole, martedì, 20 ottobre 2009 alle 17:31

homo di neanderthalPiego la pietra in più punti. Sono l'uomo che combatte contro i Neanderthal. Mi arrangio, provo e riprovo. Faccio cose che quelli della mia tribù non capiscono. Sono il pazzo del villaggio. Senza alcun senso, sfrego per ore due pezzetti di legno. Poi lascio perdere e vado a caccia col branco. Prendiamo piccoli animali, ma tanti, e stasera le donne avranno da mangiare. Non è ancora arrivato il buio che ci annichilisce. Mi metto all'entrata della caverna. Riprendo i miei due legnetti. Li sfrego l'uno contro l'altro per scaldarmi. Non so che è l'attrito a far alzare la temperatura dei palmi, non so che anche i legnetti si stanno scaldando. Gli altri mi guardano e scuotono la testa. Ma gli fa comodo che qualcuno rimanga a scrutare il bosco. Se arrivasse un predatore farebbero in tempo a prendere le lance. Ma guarda! I legnetti stanno facendo fumo. Curioso! Che bello. Ci metto più impegno, per stupire il capo con il legno fumante. AAAAGGGHHHHHHH! Brucia, brucia forte. C'è il fuoco adesso. E gli altri arrivano di corsa. Portano rami secchi,foglie, pezzi di pelle. Il falò divampa e crepita. Dunque, la fiamma si può chiamare strofinando dei pezzi di albero. Strano. Fatto sta che la tribù è tutta intorno a me. Adesso mi osservano con rispetto. Anche le donne mi stanno addosso. Sono diventato lo stregone del villaggio. Quello che fa magie. E pensare che credevo di aver inventato solo un'inutile passatempo. Mentre tutti urlano di gioia però, mi assale un pensiero triste: che magari gli uomini saranno per sempre costretti a fare cose stupide per scoprire le meraviglie che il mondo cerca di tenerci nascoste. In fondo, il fuoco è sempre stato lì, nei legnetti. Io ho soltanto trovato il modo di costringerlo ad uscire.


Fumarsi la vita

scritto da abitoparole, giovedì, 24 settembre 2009 alle 18:39

In un letto di ospedale. C'è un acre odore di medicinali. Il ripiano del comodino è ingombro di biscotti, riviste, tè e fazzoletti ci carta. Siamo alle fasi finali di una malattia iniziata con la prima sigaretta. Era buona, quella sigaretta fumata di nascosto. Mi faceva sentire grande, adulto, perfettamente in grado di comandare il vascello pirata della vita a venire. Mio padre mi picchiava? Io mi vendicavo rubandogli i pacchetti di Marlboro portati dalla Svizzera. Ah, che soddisfazione! Se mi dicevano che il fumo fa male non ci credevo. Allora, perché erano così tanti ad aver quel vizio? Ci misi poco, arrivato a sedici anni, a scoprire che il fumo riempie bene i buchi del tempo, quando non sai che fare, o hai talmente da fare che preferisci non fare proprio niente. Mi sentivo solo. Fumavo. Ero indeciso tra due amori. Fumavo. Non avevo voglia di alzarmi per andare al lavoro. Fumavo. Quante occasioni per annegare il nervosismo in una trentina di boccate. Succhiavo la tetta del mondo, anche senza filtro. Se non avevo altro, persino le Nazionali potevano bastare. E fu così, lemme lemme, che i miei polmoni iniziarono a ribellarsi. Lentamente e senza far casino. Per molti anni, ogni volta che mettevo in bocca una sigaretta, la mia capacità respiratoria calava di un soffio. Ed ora sono qui, intubato come un astronauta. Solo che non andrò sulla luna. Al massimo, se mi va bene, troverò un passaggio per il nulla. Un posto sottile, impalpabile, sfuggente, come il fumo.

Non è molto che, in un parco giochi, vidi una mia vecchia conoscenza. Mi fece pena. Un uomo robusto, di appena cinquantacinque anni, che passeggiava fumando, ma con la bomboletta dell'ossigeno attaccata alla cintura. Pensai che non volevo ridurmi così, che avevo abbastanza forza di volontà da decidere di smettere quando volevo. O almeno quando avessi sentito il pericolo troppo vicino. Il fatto è che è la sigaretta è una minaccia educata, troppo silenziosa per farci caso. Tu la accendi, e Lei ti spegne.


Lo spleen di un chierichetto

scritto da abitoparole, domenica, 13 settembre 2009 alle 11:49

C'è un deflagrare d'incenso

nelle spente giornate di Novembre

e nemmeno la compagnia

della persona più cara

placa la nostalgia feroce

di quegli anni.

Quando un piccolo libro nero di preghiere

bordato d'oro mi aveva fatto credere

ingenuamente

che esistono infiniti mondi

dietro quello che si vede.


stanze:poesia, meditazioni
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Fuori corso.

scritto da abitoparole, domenica, 23 agosto 2009 alle 21:29

francobollo


La ruota della Fortuna. Un francobollo pronto da spedire, viene dimenticato in un cassetto. Scaduto, perde tutto il suo significato; inutile pezzetto di carta illustrato con l'effige della regina. Ma in quel cassetto non ci fruga mai nessuno. Il francobollo invecchia, invecchia, invecchia. Diventa antico e il suo valore si fa altissimo. E' un po' così anche per gli esseri umani. Se riescono a passare indenni tra le secche dell'Inutilità possono finalmente raggiungere una speciale calma interiore; un affettuoso distacco che li porta a vivere il mondo con vero amore.


Il contrabbandiere

scritto da abitoparole, martedì, 28 luglio 2009 alle 17:03

La barca scivolò nell'acqua lentamente, silenziosa. Cinque uomini la spingevano senza proferir verbo. Se necessario, si capivano a gesti. Nella semioscurità sembravano ombre, o spettri malvagi che si muovano circospetti in attesa della vittima. Il contadino provò una fitta di desiderio. Lui sarebbe rimasto per sempre inchiodato alla terra che lo aveva visto nascere, mentre quella scialuppa dipinta di nero salpava ogni notte per un'altra avventura. Seguì lo scafo con con lo sguardo finché  disparve nel limite più scuro tra cielo e lago. Se solo fosse stato avido, avrebbe spifferato quell'ap­prodo al questore, cavandone forse un paio di Carlini da dilapidare all'osteria tra i lazzi dei compagni di bevute. Ma il Giago preferì sentirsi amico dei contrabbandieri. A malincuore tornò a casa, alla stalla, ai gesti ripetuti mille e mille volte. L'immagine della prua insolente, che fendeva le onde, gli rimaneva negli occhi facendoli luccicare di muta tristezza.

 

Passò una mesata senza che i furfanti tornassero da quelle parti. Il Giago si recava spesso al lago, temendo magari di veder tracce certe di un'imbarcazione tirata in secca e riportata in acqua dopo qualche ora. Non voleva mancare il suo appuntamento con destino. Finché, mentre Settembre stava già quasi morendo, il gruppetto ricomparve, sul far del buio. Lesto, il Giago saltò allora in mezzo al sentiero. Sapeva di rischiare una palla di archibugio in pieno petto? Fu coraggioso o stolto? E chi può dirlo? Fatto sta che riuscì a spiegarsi prima che qualcuno della ciurma ponesse mano alle armi. Non gli servì far tanti discorsi. Dato che difettavano di un mozzo, i contrabbandieri lo arruolarono all'istante.

Fu l'inizio entusiasta di anni e anni di scorrerie, rischi, cicatrici sul viso e palle schivate per un soffio. Anche quando si vide il cappio al collo, lui non si pentì di essere stato furfante. Si rimproverò piuttosto di essere stato poco furbo, non poco saggio. L'ultima cosa che vide, o immaginò, un attimo prima che la corda lo strozzasse, fu quella prua nera nel momento in cui guadagnava il largo in una notte di Maggio.

 

Mi sveglio sudato. Oddio che angoscia, la corda intorno al collo. Ricordo di aver sognato saccheggi, ruberie e contrabbando d'oro tra Spagna e Francia, circa due secoli fa. Si trattava del ricordo di una vita precedente? Bah! Non ho mai creduto a queste baggianate. Eppure, era tutto così reale che fatico a mantenere il mio solito cinismo. No. La cosa deve avere un altro significato. In fondo, che fa di tanto cattivo un contrabbandiere? Porta merci proibite dalle leggi. Evade le gabelle. Vive di notte. Ecco il legame. Scrivere, per me, è fare dell'onesto contrabbando, tentando di evitare argomenti e parole ovvie o gradite al potere (merce scadente e niente affatto rara). Non tutti saranno d'accordo, ma se trovo quattro o cinque compagni di ventura... ecco là, l'equipaggio è fatto.


Piccole vanità...

scritto da abitoparole, martedì, 14 luglio 2009 alle 18:22


Sul mio profilo di Facebook, potrete vedere alcune foto scattate durante la presentazione di "Abito parole" nell'ambito di "Matì - Una torre per l'arte", che si è svolta a Viareggio lo scorso maggio.

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Cos'è la poesia?

scritto da abitoparole, mercoledì, 24 giugno 2009 alle 11:12
Kenzo
novantanove
ebdomadario
zeta venticinque
una fila di parole senza senso
emesse da un cervello
che funziona come
una slot machine.
Il nome di uno stilista
un numero pericolosamente vicino
al doppio zero
un modo strano di dire settimanale
l'ultima lettera dell'alfabeto
gli anni in cui un uomo
ha appena iniziato a costruire
gli argini della sua vita.
stanze:
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elezioni e lezioni

scritto da abitoparole, lunedì, 15 giugno 2009 alle 18:27
Il piccoletto voleva il 44 per cento, ma siccome ha deluso i suoi padroni, con il suo comportamento da satiro fuori tempo massimo, gli hanno lanciato un bel segnalino d'allarme. Peccato che lui abbia mangiato la foglia. Se avesse continuato a fare il buffone, forse ce lo saremmo levato dalle scatole.
stanze:critica sociale
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Rock per l'Abruzzo.

scritto da abitoparole, martedì, 02 giugno 2009 alle 20:42



Il Comune di Viareggio, Onde Libere e Knopfleriani.it vi invitano a “Rock per L’Abruzzo”, grande tributo ai Miti del Rock. Il 13 Giugno alla Cittadella Del Carnevale di Viareggio la solidarietà per i terremotati dell’Abruzzo porta il Rock in prima linea. Il Rock e la sua forza vitale per mandare un messaggio di energia e dare una spinta concreta alla ricostruzione e al sostegno di chi in questo momento ne ha profondamente bisogno.

Rock per L’Abruzzo” sarà un tribute concert che farà battere il cuore del Rock per ritrovarne l’essenza e riportare i grandi del passato sul palco della Cittadella del Carnevale, grazie a Tribute Band di provata qualità che contano un nutrito numero di fans in Italia e in tutta Europa.

Il tributo ai Queen e ai Dire Straits farà da elemento trainante della manifestazione, per una durata di circa sei ore ininterrotte di musica, che vedrà salire sul palco della Cittadella, oltre a Lady Bugs (per il tributo ai Dire Straits) e Great Queen’s Rats (per il tributo ai Queen), anche due band emergenti di provata bravura quali i Lace Black capitanati da Luca Celletti ed i Maryposh capitanati da Veronica Marchi, che eseguiranno alcune cover di classici della storia del Rock più alcuni brani di propria produzione, unendo il passato ed il futuro di una grande musica popolare.

Per questo evento è stata scelta la formula ad Ingresso Gratuito, che consente a tutti di vivere una serata di divertimento e amicizia. La raccolta fondi pro Abruzzo verrà invece effettuata negli appositi Stand situati all’interno della manifestazione, presso i quali il pubblico potrà scegliere quanto donare in piena libertà. Tutti i fondi raccolti verranno donati per la ricostruzione di una scuola elementare in San Demetrio Ne' Vestini.

L'evento “Rock per L’Abruzzo” sarà reso possibile grazie alla collaborazione di alcuni importanti partner, quali: La Fondazione Carnevale di Viareggio, Linea Grafica di Stefano Cunsolo, Musicalnews.com di Giancarlo Passarella , Viareggiok.it di Stefano Pasquinucci, Versiliaintv.com di Francesco Venuto,Edizioni Cinquemarzo.

Un ringraziamento particolare allo staff di Radio Bruno che sarà la Radio Ufficiale dell’Evento.

Lo spettacolo sarà inoltre trasmesso in diretta streaming nelle tendopoli abruzzesi.

Presenteranno la serata Annarita Landi, Giancarlo Passarella, Stefano Pasquinucci.

Sito ufficiale dell’Evento: www.rockperlabruzzo.tk realizzato e amministrato dallo staff di Knopfleriani.it dove potrete trovare info in tempo reale sull’evento.

Apertura cancelli ore 18.30 il 13 Giugno presso la Cittadella del Carnevale di Viareggio.


scritto da abitoparole, domenica, 17 maggio 2009 alle 15:44

Peste che ne sia

la golosità cardinale

resta un tratto peculiare

seminale

ottagonale.

Lei diceva “oh, oh, ah”

ma non era convinta

lacrimevole assente

barriera cedente

strato di gommapiuma

su telaio di ghisa.

 

 

 

Approfitto per invitarti, se sei in zona, a.....

Venerdì 22 maggio alle 21 presentazione di "Abito Parole"nell'ambito di Matì - Una Torre per l'arte - alla Torre Matilde di Viareggio (LU), una manifestazione culturale organizzata da edizioni Cinquemarzo...
stanze:poesia, fuori testo
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